Cambio di passo per la sanità nel 2026 in Italia

Approvata definitivamente la Legge di bilancio 2026  il 30 dicembre scorso il cui testo, entrato in vigore il 1 Gennaio 2026, contenente novità per la Sanità, prevede un aumento significativo delle risorse per la sanità pubblica, con oltre 6 miliardi di euro aggiuntivi. Questo include un incremento del Fondo sanitario nazionale, l’assunzione di personale sanitario e misure per la prevenzione e la salute mentale. Le risorse saranno destinate a programmi di screening, vaccinazioni e interventi di sanità pubblica, con l’obiettivo di migliorare la qualità e l’accessibilità dei servizi sanitari. Si estende la tassazione Irpef agevolata al 5% ai compensi per lavoro straordinario per il personale dipendente delle strutture sanitarie, delle RSA e delle altre strutture residenziali e socio-assistenziali, erogati agli infermieri dipendenti dalle strutture private accreditate. Sul piano retributivo, poi, la manovra interviene con stanziamenti strutturali. A partire dal 2026 sono previsti fino a 480 milioni di euro annui destinati all’incremento dell’indennità di specificità infermieristica. Un intervento che si affianca agli aumenti già previsti dai rinnovi contrattuali e che mira a riconoscere il ruolo e le responsabilità professionali degli infermieri nel sistema sanitario pubblico. Sono inoltre stanziate risorse per la valorizzazione del personale operante nei pronto soccorso, contesti definiti esplicitamente ad alta complessità organizzativa. Le Regioni potranno destinare fino all’1% delle risorse aggiuntive del Fondo sanitario a indennità e premialità per il personale. Un capitolo rilevante della manovra riguarda la prevenzione. A partire dal 2026 vengono destinati 238 milioni di euro annui al potenziamento delle attività di prevenzione collettiva e di sanità pubblica. Le risorse sono finalizzate, tra l’altro, all’estensione degli screening oncologici, allo sviluppo di programmi di diagnosi precoce e al rafforzamento delle attività di sorveglianza epidemiologica. All’indomani dell’entrata in vigore di tali novità normative la sanità appare divisa e si registrano reazioni discordanti: dai sindacati dei medici alle professioni sanitarie, fino a maggioranza, opposizione, associazioni di pazienti e Terzo settore, esternano giudizi opposti sulle misure approvate per il SSN con la legge di bilancio. Durissimo l’intervento dell’Anaao Assomed. Per il segretario nazionale Pierino Di Silverio la manovra segna “una deriva disastrosa per la sanità pubblica”, frutto di scelte che sacrificano le esigenze di sistema a logiche economiche e lobbistiche. Nel mirino del sindacato finiscono il rafforzamento della farmacia dei servizi, definita un’ “illusoria risposta” alla domanda di cura, i tagli ai fondi per i farmaci innovativi, la proroga fino al 2029 dell’autocertificazione delle competenze per lavorare in Italia e la prosecuzione di misure considerate meri “bonus e contentini”. Uno scenario che, secondo Di Silverio, aggrava liste d’attesa, fuga dei professionisti e perdita di attrattività del SSN, fino al rischio di un progressivo disgregamento del welfare state. Più articolata la posizione delle professioni sanitarie. Il presidente della Fno Tsrm e Pstrp, Diego Catania, valuta positivamente la proroga della sospensione del vincolo di esclusività nel decreto Milleproroghe, ritenendola utile ad aumentare le prestazioni offerte ai cittadini e a valorizzare il lavoro dei professionisti. Critiche, invece, sulle misure economiche: resta una “immeritata sperequazione” nella detassazione del lavoro non ordinario, con la richiesta di incentivi uguali per tutti e di un confronto immediato con Governo e Ministero della Salute.

avv. Rossella Gravina

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